Nella società iper-tecnologica ed avanzata che caratterizza l’epoca attuale, la parola “innovazione” è sempre più presente e di uso comune: la troviamo spesso nelle notizie, nelle riunioni aziendali ma anche nella nostra vita privata e nel tempo libero. Chiunque riesce immediatamente a comprenderne il significato, dal momento che la parola stessa reca al suo interno i concetti di “nuovo” e di “azione”: si tratta quindi dell’atto (e dell’effetto) di introdurre una novità.
L’innovazione è sempre stata uno dei fattori competitivi delle aziende, e lo è a maggior ragione oggi nell’era della globalizzazione. Per indirizzare correttamente le scelte di un’azienda – talvolta in modo decisivo – diventa quindi fondamentale saper distinguere cosa sia realmente innovativo e cosa non lo sia.
Tuttavia, a questo punto la definizione si fa un po’ meno ovvia e merita di essere approfondita.
L’innovazione secondo il Manuale di Oslo
In effetti, il tema dell’innovazione è talmente ampio e articolato – potendo influire in molteplici modi su individui, istituzioni, interi Paesi e settori economici – che l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) gli ha dedicato fin dal 1992 (anno della prima pubblicazione) un intero trattato: il Manuale di Oslo.
Oggi alla quarta edizione del 2018, che fa tesoro delle indagini condotte nel tempo sull’evoluzione dell’innovazione nei paesi OCSE, il Manuale di Oslo rappresenta la guida di riferimento internazionale per la raccolta e l’interpretazione dei dati sull’innovazione, con lo scopo di facilitare la comparabilità internazionale e fornire una piattaforma comune per la misurazione dell’innovazione. Secondo l’OCSE, infatti, il requisito di misurabilità è un criterio essenziale per la selezione dei concetti, delle definizioni e delle classificazioni riguardanti l’innovazione, che quindi può e deve essere misurata.
Per questo, uno dei requisiti fondamentali dell’innovazione, che la differenzia da altri concetti come l’invenzione, è quello dell’implementazione: l’innovazione, per definirsi tale, deve cioè essere effettivamente attuata, ovvero posta in uso o resa disponibile ad altri affinché possano usufruirne. Non solo: poiché si innova con il presumibile obiettivo di creare o conservare valore, l’innovazione deve anche essere effettivamente utile per chi ne usufruirà, altrimenti evidentemente il suo valore andrà disperdendosi.1
Il requisito dell’implementazione rappresenta probabilmente il principale elemento che differenzia l’attività di innovazione da quella di Ricerca e Sviluppo, che invece si caratterizza, tra le altre cose, per l’incertezza del risultato: l’oggetto di un’attività di Ricerca e Sviluppo potrebbe non vedere mai la luce; al contrario, l’innovazione è tale solo se effettivamente implementata.
Gli altri elementi chiave che caratterizzano l’innovazione riguardano infine la capacità di fare leva sulla conoscenza tecnologica già disponibile, come base dell’innovazione stessa, e naturalmente la novità.
Diventa a questo punto più chiara la definizione generale di innovazione fornita dal Manuale di Oslo:
Si parla di “innovazione” in riferimento ad un prodotto, un processo o una loro combinazione che:
- è nuovo o migliorato;
- differisce in modo significativo dai precedenti prodotti o processi dell’autore dell’innovazione (sia esso un’azienda, un’istituzione, una famiglia o una singola persona);
- è stato reso disponibile ai potenziali utenti (se trattasi di prodotto) o messo in uso dall’autore (se trattasi di processo).
In ambito aziendale, il livello di maturità nel percorso che porta alla creazione di innovazione attraversa tre principali fasi evolutive:
- Tutte le aziende posseggono una potenziale capacità di innovazione al proprio interno, supportata dalle esperienze e dalle conoscenze presenti; allo stesso modo, per il fatto stesso di esistere ed interagire con il mondo, sono soggette a fattori esterni che possono influenzare (positivamente o negativamente) tale capacità. Ciò nonostante, un’azienda rimane “non innovativa” fintanto che la sua propensione all’innovazione non si manifesta attraverso l’adozione di processi e azioni concrete in grado di sfruttare realmente il potenziale aziendale.
- L’azienda diventa “attiva nell’innovazione” allorché si dota di un processo di innovazione strutturato, capace di intercettare i flussi che alimentano la conoscenza aziendale e, su tali basi, definire da un lato gli obiettivi e i risultati attesi dall’innovazione e, dall’altro, mettere in atto le attività (di sviluppo, finanziarie o commerciali) per raggiungere tali obiettivi, anche attraverso esperimenti o esercizi di co-creazione.
- Tuttavia, è soltanto quando le attività di innovazione, siano esse relative ad un prodotto oppure ad un processo, si traducono in un risultato effettivamente implementato e misurabile, anche in termini di utilità, che allora si può parlare a tutti gli effetti di “azienda innovativa”.

In base alla definizione, si identificano due macro-tipologie di innovazione che, applicate in modo specifico alle imprese, si declinano così:
- innovazione di prodotto: bene o servizio nuovo o migliorato che differisce in modo significativo dai precedenti beni o servizi aziendali e che è stato introdotto sul mercato.
- Sono beni o servizi che si differenziano, rispetto a quelli già realizzati dall’impresa, sul piano delle caratteristiche tecniche, dei componenti, dei materiali, del software incorporato, della facilità d’impiego, della semplificazione della procedura di utilizzo, della maggiore flessibilità o di altri elementi concernenti le prestazioni e le funzionalità.
- innovazione di processo: processo aziendale nuovo o migliorato per una o più funzioni aziendali, che differisce in modo significativo dai precedenti processi aziendali e che è stato messo in uso dall’impresa.
- Si tratta di processi o metodi di produzione e di distribuzione e logistica di beni o servizi che comportano, rispetto a quelli già applicati dall’impresa, cambiamenti significativi nelle tecnologie, negli impianti, macchinari e attrezzature, nel software, nell’efficienza delle risorse impiegate, nell’affidabilità e sicurezza per i soggetti interni o esterni coinvolti nei processi aziendali.
Mentre l’innovazione di prodotto si articola in due tipologie, potendo riferirsi a beni oppure a servizi, molte sono le funzioni aziendali che possono invece essere oggetto di innovazione. Il Manuale di Oslo ne individua sei, che definiscono quindi altrettante tipologie di innovazione di processo, come riportate in tabella.
| Processo a cui si applica l’innovazione | Descrizione |
|---|---|
| 1. Produzione (di beni o servizi) | Attività che tasformano i contributi in ingresso (input) in beni o servizi, comprese le attività ingegneristiche e le relative verifiche tecniche, le attività di analisi e di certificazione a supporto della produzione. |
| 2. Distribuzione e logistica | Funzione che include: a) trasporto e consegna del prodotto/servizio; b) stoccaggio; c) elaborazione degli ordini. |
| 3. Marketing e vendite | Include: a) metodi di marketing tra cui pubblicità (promozione, posizionamento e confezionamento dei prodotti), marketing diretto (e telemarketing), mostre e fiere, ricerche di mercato e altre attività per sviluppare nuovi mercati; b) strategie e metodi di determinazione dei prezzi; c) attività di vendita e post-vendita, compresi help-desk, altre attività di assistenza clienti e relazioni con i clienti. |
| 4. Sistemi ICT | Manutenzione e fornitura di sistemi ICT, tra cui: a) hardware e software; b) elaborazione dati e banche dati; c) manutenzione e riparazione; d) web hosting e altre attività di elaborazione delle informazioni. |
| 5. Amministrazione e gestione | Comprende: a) gestione strategica e generale dell’azienda (processo decisionale interfunzionale), inclusa l’organizzazione delle responsabilità lavorative; b) gestione societaria (legale, pianificazione e pubbliche relazioni); c) contabilità e tenuta dei libri contabili, revisione contabile, pagamenti e altre attività finanziarie o assicurative; d) gestione risorse umane (formazione e istruzione, assunzioni, organizzazione del posto di lavoro, fornitura di personale temporaneo, gestione buste paga, assistenza medico-sanitaria); e) approvvigionamento; f) gestione delle relazioni esterne (fornitori, partner, alleanze, ecc.) |
| 6. Sviluppo di prodotti e processi aziendali | Funzione dedicata a svolgere, in modo sistematico o su base occasionale, le attività per definire, identificare, sviluppare o adattare prodotti o processi aziendali. Può trattarsi di una funzione interna o affidata all’esterno, con responsabilità in capo ad una divisione separata o in comune con altre funzioni, come ad esempio la produzione. |
Gli elementi chiave dell’innovazione in azienda
Come abbiamo visto, alla base di una efficace attività di innovazione ci sono alcuni fattori chiave che prescindono dal processo adottato dall’azienda per innovare.
In particolare, le caratteristiche di novità e di utilità che un’innovazione deve possedere richiedono un atteggiamento contraddistinto dalla curiosità, dalla creatività e dalla voglia di sperimentare, ed un orientamento verso il cambiamento e il miglioramento continuo.
Tra le diverse componenti chiave che contribuiscono a rendere possibile guidare l’innovazione aziendale in modo efficace, occorre senza dubbio considerare le seguenti:
- Creatività e idee: La creatività consente di generare idee nuove e originali, sfidare le ipotesi e pensare oltre i confini convenzionali: è la capacità di collegare concetti diversi e di immaginare nuove possibilità, e rappresenta quindi il punto di partenza per l’innovazione.
- Cultura dell’innovazione: Una cultura organizzativa che favorisca e sostenga l’innovazione è fondamentale. Comprende valori, atteggiamenti e comportamenti che incoraggiano la curiosità, l’assunzione di rischi, la collaborazione e la sperimentazione; promuove un ambiente aperto e inclusivo in cui gli individui si sentono motivati a contribuire con le loro idee e ad abbracciare il cambiamento.
- Risorse e infrastrutture: L’innovazione richiede investimenti e quindi risorse adeguate, sia finanziarie che non. Significa finanziamenti dedicati, capitale umano qualificato, infrastrutture tecnologiche, capacità di ricerca e sviluppo e accesso a informazioni e dati rilevanti. Le organizzazioni devono allocare le risorse in modo strategico per sostenere le iniziative di innovazione.
- Leadership e visione: Una leadership efficace svolge un ruolo fondamentale nel guidare e sostenere l’innovazione. I leader definiscono la visione, creano un senso dello scopo e forniscono indicazioni e risorse per le iniziative di innovazione. L’impegno, il sostegno e l’esempio del management sono fondamentali per alimentare la cultura dell’innovazione e guidare gli sforzi di innovazione.
- Feedback e adattamento: L’innovazione richiede un ciclo di feedback che consenta di misurarne l’efficacia e sostenere il processo di innovazione continua. Il feedback può provenire da clienti, utenti, stakeholder e analisi di mercato. Le organizzazioni hanno bisogno di meccanismi per raccogliere e analizzare i feedback, imparare dai successi e dai fallimenti e iterare le iniziative di innovazione. La capacità di adattarsi e di cambiare rotta in base al feedback è essenziale per perfezionare e migliorare le soluzioni innovative.
- Gestione di rischi e opportunità: L’innovazione comporta incertezze intrinseche, il che rende cruciale un’efficace gestione di rischi ed opportunità per garantire risultati di successo. Le organizzazioni hanno bisogno di processi per identificare, valutare e gestire i rischi associati alle iniziative di innovazione, nonché per sfruttare al meglio le opportunità che possono derivarne.
Sostenere gli investimenti in innovazione
Come abbiamo visto, la capacità di investire, ed allocare risorse e infrastrutture adeguate, è uno dei componenti chiave per il successo delle attività di innovazione.
Per quanto generalmente più contenuti (e con esiti meno incerti) rispetto a quelli richiesti dalla Ricerca e Sviluppo, gli investimenti necessari per fare innovazione in modo efficace possono comunque essere significativi, specialmente per le PMI che dispongono di risorse limitate in confronto alle grandi aziende.
Le innovazioni di successo possono generare un valore aggiunto tale da creare il surplus di risorse finanziarie sufficiente per allocare le risorse in modo strategico a sostegno del processo di innovazione continua di un’organizzazione.
Tuttavia ciò richiede tempo, molti tentativi e anche qualche fallimento: una situazione che può diventare insostenibile per le aziende che non hanno importanti capacità di autofinanziamento.
In questi casi può essere decisivo il contributo che può arrivare dalle misure di sostegno messe a punto dalle istituzioni, proprio al fine di supportare le attività di innovazione delle imprese.
Si tratta di un ambito su cui da sempre si concentrano molte delle inziative pubbliche (ma anche private o miste pubblico/privato) in tema di contributi, essendo evidente l’impatto fortemente positivo che un’innovazione efficace e sistemica può avere sull’economia e sull’intera società civile.
L’Unione Europea dedica al tema dell’innovazione tecnologica, dell’agenda digitale e della coesione economica appositi Programmi europei di finanziamento nell’ambito del proprio quadro finanziario pluriennale.
In Italia, sono tipicamente i Ministeri competenti che, anche attingendo ai fondi strutturali europei, mettono in atto opportuni Programmi Nazionali a sostegno delle attività di innovazione e competitività aziendali. Ad esempio:
- Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) emana misure di agevolazione in materia di ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico delle imprese, anche per quanto riguarda incentivi per favorire gli investimenti.
- Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) dedica al mondo delle imprese agricole ed alimentari misure in attuazione del PNRR a sostegno dell’innovazione orientate alla meccanizzazione, allo sviluppo della logistica e all’ottimizzazione di filiera.
Anche le singole Regioni sono attive nell’adozione di Programmi Regionali a sostegno degli investimenti delle imprese situate sul proprio territorio. Si collocano sullo stesso orizzonte temporale (tipicamente settennale) dei fondi strutturali europei dai quali attingono le risorse, e che sono appositamente dedicati ad interventi di portata regionale, quali:
- FESR – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, riservato ad iniziative per il settore delle imprese del settore industriale e dei servizi, nell’ambito della politica europea di coesione economica
- FEASR – Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, riservato ad iniziative a sostegno del settore agricolo e agro-alimentare nell’ambito della politica agricola comune (PAC)
Esistono infine ulteriori misure a sostegno dell’innovazione e della digitalizzazione delle aziende, emanate ad esempio da:
- Camere di Commercio (e Unioncamere), con strumenti dedicati alle imprese iscritte.
- Istituti e Centri di ricerca pubblico/privati, con bandi specifici dedicati a particolari tematiche innovative.
Talvolta, anche le associazioni di categoria possono intraprendere iniziative a sostegno degli investimenti dei propri associati.
Insomma, come si può notare esistono svariate opportunità che le aziende anche più piccole possono sfruttare per non rinunciare a fare innovazione e restare competitive. Per orientarsi in mezzo alla varietà di iniziative e misure disponibili, il MIMIT ha realizzato un utile strumento per la ricerca e la consultazione degli incentivi a favore di imprese e cittadini: il portale incentivi, pubblicato dal 2021, è destinato ai potenziali beneficiari di misure agevolative, con l’obiettivo di favorire la conoscenza su bandi, avvisi e altri strumenti di sostegno attivati in tutta Italia.
Conoscere l’esistenza di tali strumenti, tuttavia, non basta: per riuscire a sfruttarli davvero occorre anche un’adeguata e specifica capacità progettuale, indispensabile per dimostrare la validità delle attività di investimento che l’azienda intende avviare e riuscire ad ottenere i contributi disponibili.
NEUS ha una lunga esperienza nel campo della ricerca e sviluppo e delle tecnologie innovative abilitanti, ed è in grado di mettere le proprie competenze a disposizione delle aziende che intendono intraprendere attività di innovazione, supportandole nelle fasi di studio e coordinamento del progetto, nonché nell’individuazione e nella gestione degli strumenti disponibili più appropriati per contribuire a sostenerne gli investimenti.
Se vuoi saperne di più, scrivici compilando la form di questa pagina: siamo a tua disposizione per approfondire.
- Ciò non significa, tuttavia, che un’innovazione generi necessariamente un valore positivo per l’azienda che l’ha messa in atto: ad esempio, un’innovazione di prodotto potrebbe migliorare l’utilità per gli utenti senza aumentare le vendite, la quota di mercato o gli utili netti dell’impresa. ↩︎


